tra.me collettivo

Il collettivo tra.me nasce dalla collaborazione con Mirko Melis, prima di tutto amico e poi fotografo.
E’ stato Mirko in passato, ad incoraggiarmi ad intraprendere la via espressiva della fotografia; sempre prodigo di consigli e insegnamenti, mi ha aiutato ad affinare tecniche e stili narrativi. Con il progetto RELICTA vogliamo unire i nostri caratteri per dare maggiore forza e coesione ai lavori futuri. Questo progetto ha preso forma con l’intenzione di dedicare dei reportage fotografici ad aree urbane oggi dismesse, ma che hanno rappresentato nel passato centri di attività economiche, sociali, aggregative.

2019 – RELICTA – Lanificio Rivetti, Biella.
Il protagonista di questi scatti è il Lanificio Rivetti, quello che è oggi, l’idea di quello che é stato e che ha rappresentato per gli uomini e le donne che tra i suoi muri hanno lavorato convogliando speranze e aspettative.

Lo abbiamo incontrato una mite mattina autunnale, a Biella in Via Carso, affiancato ai moderni uffici di Biverbanca che marcano ulteriormente un contrasto oggettivo e concettuale tra realtà odierna e passato, tra lavoro ed emarginazione, tra stabilità e disperazione.

Siamo entrati in quello che oggi è il Lanificio Rivetti: abbiamo percorso il perimetro dei suoi muri esterni, colorati da decine di murales, attaccati dal lento logorio dei giorni , insidiati dal verde di una natura che sembra volersi riprendere uno spazio che un tempo le apparteneva. Poi i segni di quello che è diventato questo luogo. I cumuli di immondizia, i resti di un bivacco i segni di una umanità che qui trova riparo cercando una parvenza di normalità quotidiana in un destino fatto di una vaga ricerca.

Ci siamo aggirati in quei locali che un tempo ospitavano macchine, uomini, donne che in mezzo al rumore,alle voci alle idee costruivano un mondo diverso, e attraverso l’ambizione e il lavoro davano un senso ai loro destini e un traguardo alle loro speranze. Oggi qui è solo silenzio, segni di un passato che non ritornerà. Questi muri sono tele per i writers che danno sfogo alla loro creatività e desiderio di affermazione. Sono rifugio per chi scappa da qualcosa, per chi non ha meta, per chi non ha più speranza, per chi è in cammino alla ricerca del proprio posto.

Il Lanificio Rivetti è ancora qui malridotto ma in piedi. Sembra avere occhi voce e memoria. È ancora in grado di accogliere, di accompagnare le persone per qualche ora, per qualche giorno; nel silenzio, distante da tutto.